San Martino vuol dire castagne, caldarroste, ma anche dolci tipici | Prodotto in fattoria
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San Martino vuol dire castagne, caldarroste, ma anche dolci tipici

Ecco il castagnaccio o "patona"

11 Novembre 2020

Castagne, caldarroste, ma anche dolci tipici. A San Martino ci si può sbizzarrire, oggi parliamo del castagnaccio o "patona"

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Nei giorni di San Martino sulle tavole italiane da nord a sud, come ad esempio la patóna e i papasìn, dolci tipici mantovani e delle zone rurali entrambi fatti con la farina di castagne; sempre a Mantova ci sono i turtei sguasarot tradizionalmente prodotti nell’Oltrepò mantovano, tortelli dal gusto dolce ripieni di castagne, mostarda mantovana e fagioli borlotti. Il nome deriva dal fatto che “sguazzano” ovvero vengono serviti nel sugo di vino cotto. Altri dolci sono i galetti o galletti veneziani, biscotti di farina di mais che vengono donati ai bambini nel corso della festa e rappresentano San Martino a cavallo, con spada e mantello o la pizza con i quattrini abruzzese a base di farina di mais, noci, fichi secchi e miele nel quale viene nascosta una monetina per i bambini più fortunati; i sammartinelli, biscotti tipici siciliani che la tradizione vuole vengano intinti nel vino novello e i papassini sardi, biscotti tradizionali confezionati con uva passa.Infine, non può mancare il castagnaccio.
Ecco la ricetta dell'azienda agricola Bortolotti Elsa di Viadana: 1 litro di acqua, 500 grammi di farina di marroni, un pizzico di sale, 4 cucchiai di olio extravergine di oliva; si mescola bene il tutto e si pone in forno per 20/30 minuti circa, lo si lascia riposare per qualche minuto prima di mangiarlo.
Noi abbiamo provato a farlo in questa variante con i pinoli e i finocchietti.

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